Scoprire Genius.com e annotare Petrarca

di Chiara Frezzotti

Continua la mia sperimentazione con i diversi tool web 2.0 che possono migliorare e integrare l’esperienza didattica. Oggi ho sperimentato per qualche ora Genius, un sito che permette di annotare testi. Il suggerimento mi è arrivato seguendo il blog ProfDigitale, e benché non me la senta di parlare di vero e proprio “amore”, diciamo comunque che fra me e questo tool si è creata una discreta affinità.

In diverse occasioni, spiegando in classe poesie, novelle, brani di romanzo et similia mi sono accorta che i ragazzi non riescono a  seguire l’analisi passo a passo; di certo sarà anche colpa mia (sono probabilmente ancora un po’ ancorata) alla tradizione, ma, oltre alle mie mancanze, ho notato anche la difficoltà dei ragazzi nel seguire i riferimenti: io analizzo, indico il passaggio in esame, pongo domande, cerchiamo risposte insieme… o offro risposte a una classe poco partecipativa…  l’attenzione salta da un verso all’altro, da un rigo all’altro. Premetto che prima di concentrarmi sui dettagli cerco sempre di lavorare sull’insieme, sul brano nel suo complesso, ma l’analisi rappresenta sempre un duro scoglio. Ho quindi provato a proiettare i testi sulla LIM e ad annotarli da lì, evidenziando, sottolineando eccetera, e la lezione è nettamente migliorata. A bocce ferme però, ovvero nel momento dello studio a casa, il lavoro svolto in classe ha mostrato ampiamente i suoi punti deboli e l’analisi si è ridotta a una mera ripetizione mnemonica delle figure retoriche (facili da segnare a margine direttamente sul libro di testo), priva di qualsiasi riflessione sul senso del testo e, anche, della retorica. In particolare, anche se i libri offrono sempre delle analisi piuttosto ben fatte, gli studenti le “usano” come degli a parte, senza tornare sul testo, come fossero elementi estranei ad esso (e, in parte, so bene che lo sono).

Genius offre la possibilità di annotare direttamente il testo e di corredarlo di immagini, video, musica e altri materiali. Gli studenti in questo modo possono aprire delle finestre direttamente sul testo, integrandolo con l’analisi. Inoltre, questo strumento permette loro di essere direttamente creatori di note, anche integrando gli eventuali lavoro degli insegnanti.

Durante il mio pomeriggio trascorso in compagnia di questo tool ho annotato alcuni testi del Canzoniere petrarchesco e, al momento, il risultato più completo è l’analisi di Solo et pensoso (RVF XXXV).

Devo però chiarire come mai l’applicazione non riesce a soddisfarmi pienamente. Prima di tutto la grafica: sfondo nero su cui si stagliano solo parole bianche (siano esse testo in analisi o note); inoltre, leggendo il testo, le parti annotate non sono immediatamente visibili (il link si mimetizza sullo sfondo). Il secondo elemento non soddisfacente è l’impossibilità di differenziare le note, ad esempio, (e qui torno al problema grafico), mediante colori diversi. Oggi testo può essere corredato da un video, uno e uno soltanto, e non è possibile creare didascalie per le immagini eventualmente inserite. Infine, un termine, una volta annotato, non può essere compreso all’interno di una nota più ampia (se annoto una terzina, allo scopo ad esempio di chiarirne il contenuto complessivo, non mi sarà più possibile annotare le singole parole al suo interno e viceversa).

Al momento, comunque, nonostante i difetti, Genius è l’unico tool che ho trovato che mi permette di svolgere queste operazioni…Forse qualcuno mi saprà suggerire siti migliori, altrimenti non mi resta che aspettare qualche miglioria.

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Don Chisciotte su Takk

di Chiara Frezzotti

Da qualche giorno ho scoperto Tackk, una piattaforma che permette di creare materiali multimediali piuttosto articolati grazie a video, immagini, link ad altri siti, testo eccetera.

Considerando la mia curiosità per le risorse online applicabili alla scusa, ho cominciato subito a “smanettare” e ho creato un documento per lo studio flipped del Don Chisciotte. Il libro di testo in adozione a scuola trattava l’argomento in maniera estremamente sintetica e, in parte, decontestualizzata rispetto ad una serie di temi corollari (romanzo picaresco, caratteri del genere romanzo eccetera…), inoltre non offriva nessuna analisi dei personaggi e dei temi presenti nell’opera. Mi sono quindi armata di pazienza e, dopo qualche ricerca e qualche ora di scrittura, ho dato vita al “nostro” libro di testo. Il risultato, che  può definirsi in fieri, è questo:

El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha di Chiara Frezzotti

Powerful Tools for Teaching and Learning: Web 2.0 Tools

Lo scorso anno, grazie ad un carissimo amico, ho scoperto i MOOC (Massive Open Online Courses), acronimo che in italiano significa «Corsi massivi online aperti a tutti». Non vi tedio raccontandovi il mio stato di euforia quando ho capito che cosa la rete ci stava mettendo a disposizione: credo di aver trascorso un’intera giornata girovagando fra le pagine di Coursera e di EdX, per citare solo i più noti.

Come molti sapranno, tramite questi siti è possibile seguire corsi rilasciati da università di tutto il mondo, anche quelle più prestigiose come Yale, Harvard, Brown eccetera. Non c’è disciplina che non sia rappresentata in questi maga-contenitori e diffusori di conoscenza. Inoltre, i corsi possono essere seguiti in maniera “attiva”, portando a termine le attività previste e ottenendo, alla fine del percorso un attestato o, versando una somma non particolarmente elevata e rispettando certi criteri di sicurezza, un Verified Certificate, che attesta le competenze acquisite. I corsi sono disponibili in varie lingue anche se la maggior parte è, naturalmente, in inglese. Tutti i video sono sottotitolati quindi, per chi possiede una conoscenza poco più che elementare di questa lingua, fruibili tranquillamente.

Il corso di cui voglio parlarvi è Web 2.0 Tools, iniziato domenica 1 febbraio e rilasciato dalla University of Houston System.

NT_Mooc_logo2

Ho appena terminato di guardare tutti i video della prima settimana e sono galvanizzata (e spero che questo stato di esaltazione si mantenga stabile per tutta la durata delle lezioni). Viene presentata una serie di strumenti web 2.0 per la didattica, correlati da alcuni scenari di possibili utilizzi. Nonostante io non sia proprio digiuna di tools applicati alla didattica, ne ho già scoperti alcuni che mi sembrano estremamente funzionali ma di cui non avevo mai sentito parlare. Inoltre, gli scenari, che simulano contesti reali, aiutano gli insegnanti ad interrogarsi sulle potenzialità degli strumenti nella propria pratica didattica. Purtroppo, quello che in Italia manca e che, al contrario, viene costantemente rappresentato negli scenari didattici statunitensi,  è la collaborazione fra gli insegnanti… Cambieremo?

Consigliatissimo (almeno per il momento)

Sperimentando…

Ho acquistato di recente l’agile ma utilissimo libro La classe capovolta. Innovare la didattica con la flipped classroom, di Maurizio Maglioni e Fabio Biscaro (Erickson). Nonostante sia da un po’ di tempo che mi interesso di flipped classroom, non avevo mai trovato nulla di tanto esaustivo, chiaro e, allo stesso tempo, conciso. Il volume, di sole 87 pagine, compendia infatti una sintesi teorica del metodo, brevi esemplificazioni pratiche e alcuni box operativi, che permettono a chiunque abbia almeno un po’ di dimestichezza con le nuove tecnologie, di creare in poco tempo e con facilità materiali per il capovolgimento della didattica.

Visto che io “mi faccio prendere” facilmente da queste cose, mi sono messa all’opera; ho scaricato il software Screencast-O-Matic e ho cominciato a registrare. Il materiale di base non era altro che un power-point (o per meglio dire, un file keynote) che avevo già preparato con l’intenzione di esporlo in classe, ma grazie a screencast ho registrato la mia lezione in un video. In classe, invece, farò lavorare gli studenti su alcune fonti storiche, che ci serviranno anche da approfondimento.

Mi rendo conto che si tratta di un video eccessivamente lungo rispetto a quello che si dovrebbe proporre col metodo flipped, tuttavia, dato che sono notoriamente logorroica e dispersiva, posso essere soddisfatta del risultato.

Resta da risolvere il problema dell’impostazione vocale: quando spiego non sono così impostata!!! Suggerimenti per “sciogliersi” di fronte alla “cinepresa”?